Povia torna a parlare di gay e omofobia

Povia, cantautore italiano conosciuto per le canzoni “I Bambini Fanno ‘Ooh…'” e “Luca Era Gay“, durante un’intervista a Davide Maggio, torna a parlare di calciatori gay, omofobia e omosessualità. E torna a farlo in un modo tutto particolare…

Povia torna a parlare di gay, omofobia, adozioni e calciatori gay

Nel 2009 la canzone “Luca Era Gay” ha suscitato scalpore tra il pubblico e molti si chiedono ancora oggi come abbia fatto ad essere ammesso un brano simile a Sanremo. Tante persone e diversi critici, nel 2009, definivano questa canzone come un brano omofobo, soprattutto per la frase “Luca era gay e adesso sta con lei“, che sembrava lasciare intendere che l’omosessualità fosse una malattia.

Povia, accusato di essere omofobo, si difende ora dicendo che non intendeva essere razzista nei confronti dei gay: “Ho cantato ‘Luca era gay e adesso sta con lei’ e sono stato accusato di aver detto che un gay è malato. Io ho rispetto per la parola malattia, che credo sia una parola con cui nessuno voglia avere a che fare: nella canzone c’è una strofa che dice ‘Questa è la mia storia, solo la mia storia, nessuna malattia, nessuna guarigione’. Parlavo della storia di una persona che se non si trova in una condizione può cambiare“. Non contento, risponde alle critiche evidenziando che “se avessi cantato ‘Luca non stà più con lei ed è tornato gay’ tutti direbbero che ho scritto una canzone bellissima” e conclude dicendo che si tratta di una canzone “intellettualmente onesta“.

Nell’intervista, vengono affrontati anche altri temi, a partire dalle adozioni gay: “Secondo me, un bambino deve avere una figura paterna e una materna. Questa è pedagogia. Poi da una parte ci sarà la gente che ritiene che sia meglio affidare i bambini a una coppia omosessuale che si vuole bene piuttosto che abbandonarli in un bidone o affidarli ad una casa famiglia. Secondo il mio pensiero personale, e quindi condivisibile o meno, nelle case famiglia lavorano persone preparate e che conoscono i bambini e poi ci sono tantissime coppie eterosessuali in attesa inutilmente che gli venga affidato un bambino“.

E c’è spazio anche per parlare dei tempi che cambiano e, soprattutto, di un tema scottante come quello dei calciatori gay… Le cose stanno cambiando sotto molti punti di vista per gli omosessuali: la Francia ha appena detto si alle unioni gay e l’Inghilterra ha seguito la stessa strada. In Italia, purtroppo, le cose andranno più lentamente, soprattutto per quanto riguarda l’apertura della società nei confronti di questo tema. Tempi duri anche per i calciatori, quindi, ma Povia sottolinea che prima o poi si dovrà affrontare ed accettare la presenza di calciatori gay nelle squadre italiane: “Si arriverà anche nel calcio a parlarne. perché il mondo sta andando in quella direzione. Bisogna riuscire ad accettare una persona nella condizione in cui sta bene“.

Tuttavia, quello che lascia perplessi è il commento finale del cantante sul problema dell’omofobia, affermando che il termine è inventato: “Mi hanno dato dell’ omofobo e adesso quando faccio i concerti spiego cosa significa davvero omofobia. Io non ho paura degli omosessuali. Credo che nessuno ne abbia. Omofobia è un termine politicamente inventato negli ultimi anni. Forse il nuovo termine è ‘poviafobia’“. Non solo! Povia ha spiegato che non ha nessun problema ad entrare in un locale gay a Firenze, ma una volta dentro sente di essere guardato male: “E allora chi è che discrimina?“.

A questo punto, Povia è omofobo? Oppure ha voluto descrivere con la sua canzone una situazione normale, come dice lui? Le domande restano le stesse da anni, ma una cosa è certa: sicuramente “Luca Era Gay” è una canzone come le altre, e ovviamente ognuno la può interpretare in modo diverso, ma se il cantautore affronta queste tematiche durante le interviste, un motivo c’è…

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