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Quando a fare la differenza è la passione: SyncDifferent

 

nuoto_sincronizzato_maschile-586x390Le grandi performance, che ci hanno da sempre stupito e attratto nei vari fotogrammi hollywoodiani anni 30 di ragazze che, in modo unitario e uniforme, praticavano movimenti agili e dinamici nell’acqua a suon di musiche, rimangono impresse nelle nostre visioni. Ricordiamo, per esempio, Esther Williams sorridente commettere quelle gestualità che fanno parte di una danza sincronizzata, appunto, che convince e che rende l’attività del nuoto quasi un’arte. Nel 1955, infatti, qualcuno si oppose a porre questa attività tra le discipline nei giochi ufficiali pan-americani, in quanto considerata troppo performativa. Così come, ancora oggi, qualcuno rimane quasi turbato a considerare questa attività non solo disponibile per atlete ma anche per giovani e ragazzi che si vogliono dedicare con passione e dedizione, ricchi di quello spirito agonistico che dovrebbe pervadere ogni “competitor”. SyncDifferent è un’associazione che vuole rompere alcuni stereotipi, che ancora pervadono questo ambiente, che dovrebbe essere più attento alle differenze come sinonimi di ricchezze e di crescita collettiva. Anche se sei un uomo, se non sei perfettamente in forma, di qualunque etnia tu possa essere: se sei una persona che ama passare del tempo dedicandoti a un’attività sportiva non solo per vincere, ma per stare insieme ad altri la proposta che questo gruppo fa è assolutamente calibrata alle tue esigenze. Un elenco di sette punti approntato da SyncDifferent sfata alcune fedi che si sono diffuse nelle coscienze dei più, evidenziando come certi luoghi comuni siano assolutamente insussistenti, esistenti solamente nella misura in cui tendono a escludere alcune figure che, invece, potrebbero dare molto allo sviluppo di questa attività, soprattutto in un’ottica più comprensiva. SyncDifferent parla di ottica sportiva tutta queer, se si usa questo termine come alternativa all’omologazione che vorrebbe le squadre di nuoto sincronizzato formate solo da nuotatori aitanti, meglio se ragazze, che sappiano esibirsi con grande abilità e grande destrezza. Secondo le regole proposte da SyncDifferent possiamo dire che non occorra essere ottimi nuotatori ma, bensì, semplicemente sentirsi a proprio agio nell’acqua”, così come non occorra essere tonici per avere buone performance, ma solamente avere “agilità ed energia”, in quanto, secondo le leggi della fisica che Archimede ci ha lasciato, qualsiasi corpo vede in acqua neutralizzarsi la forza di gravità. Sei giovane, sei più maturo, sei anziano? Non è assolutamente importante in quanto la squadra è aperta “a persone maggiorenni di tutte le età”, così come non importa se sei bianco, nero, giallo, in quanto non ci sono “necessità estetiche e coreografiche” da ottemperare attraverso un concetto di uniformità. E’ il principio di uniformità che SyncDifferent vuole superare, promuovendo quelle che vengono definite come “infinite “sfumature””. Se non si è in perfetta sintonia con la propria bilancia, che segna al mattino un peso che va oltre al limite previsto per avere quel perfetto equilibrio impostoci da certe convenzioni sanitarie e sociali, non è un elemento ostacolante per partecipare all’attività dell’associazione, in quanto “avere una discreta forma fisica sarà importante al momento delle gare, a fine anno”, si considera sempre nell’elenco delle sette regole “rivoluzionarie”, così come la possibilità di eseguire qualsiasi tipo di movimento a prescindere dallo stato fisico del soggetto, escluse, ovviamente, certe patologie preesistenti. Infine, ed è questo il punto che configura la connotazione culturale specifica di SyncDifferent, il nuoto sincronizzato è aperto, finalmente, anche a persone di sesso maschile che possono, così, trovarsi insieme a persone di sesso femminile nel lavorare uniti in squadra per un progetto che non sia solamente agonistico, ma che vada a toccare anche fondamenti sociali e civili di nuova visione delle attività sportive. A livello italiano, quindi, questa possibilità esiste già e SyncDifferent e il Gruppo Pesce rendono questa reale: l’intenzione è quella di dare peso e valore ad atleti gay e lesbiche per dare una connotazione meno sessista e omologata allo sport, al fine di dare valore a quell’impegno che tenta di aprire questo ambito, che dovrebbe essere per sua natura universale e favorevole alle pari opportunità. Tutte e tutti devono, quindi, essere messi nelle condizioni giuste ed eguali per partecipare a qualsiasi attività e disciplina: questo principio assoluto, che tanto ha ispirato chi ha dato vita in tempi remoti alle Olimpiadi, oggi non più rispettato in questo campo internazionale, deve essere rispettato ed è valevole anche per il nuoto sincronizzato. L’orientamento sessuale non deve, pertanto, essere un elemento esclusivo e di esclusione ma, bensì, deve essere rilevante solamente la passione e la capacità sportiva che la persona impiega nella disciplina. A novembre, ci informa Gianmario Felicetti dalla propria pagina facebooko, si tengono iniziative rivolte ai principianti, con due lezioni di prova, “in barba” a quello che viene definito come dogma indiscutibile: il perfezionismo estremo. Quanta Village è lo spazio che ospita le attività di SyncDifferent, a Milano vicino alla fermata M3 Affori Nord: e non è una semplice struttura sportiva, ma luogo di aggregazione e di confronto su diversi ambiti. Gli ingredienti per prendere parte alle attività dell’associazione sono semplici: avere un’esatta coordinazione dei tempi, forte controllo della respirazione, un’abilità e un’inclinazione artistiche, grazia, armonia, resistenza e affabilità con l’acqua. Sul sito dell’associazione, http://syncdifferent.blogspot.it, il presupposto è dato chiaramente: cercare la chiave dell’espressività nella varietà”. Chi partecipa a SyncDifferent ha raggiunto obiettivi e eccellenti nell’attività performativa del gruppo. “Le differenze per noi sono uno stimolo, non un problema” ci assicurano gli amici di SyncDifferent: ed è questo ciò che si spiega nel nome stesso del gruppo sportivo, tanto che, come dice lo stesso referente, Gianmario Felicetti, “la soddisfazione più grande è fare una proposta queer, ma che non si ferma a questo, in realtà dà uno stimolo alla cultura sportiva”. La proposta che viene fatta, quindi, vuole dare un forte cambiamento al concetto di attività sportiva, troppo preclusiva e spesso esclusiva: nel 2007 al Foro Italico, ci informa lo stesso Gianmario, c’è stato un grande tifo per la squadra, vedendo un’ottima performance dei partecipanti, tanto da trovare simpatia e appoggio da parte di una campionessa del calibro di Giovanna Burlando. Impegnarsi nel nuoto sincronizzato, si sa, non è cosa semplice o scontata: è importante dedicarsi molto all’allenamento, conoscere il ritmo della musica, mettendolo in pratica attraverso un’abilità e una dinamica fisiche che mettono in discussione le nostre visioni di rapporto con il proprio corpo. Ma tutto questo è una sfida molto allettante se la finalità risulta non essere solamente quella “agonistica” e funzionale alla vittoria, sempre e comunque, ma piacere di “stare insieme, divertirsi”, come assicura Gianmario, nella necessità di “stare bene e portare avanti l’iniziativa”.

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