Il rimming è sicuro? Quello che ancora non sapevi 

Se dici “rimming”, la maggior parte delle volte il pensiero corre subito al mondo gay, quasi fosse l’unico ad avere a che fare con il didietro. Eppure il rimming o anilingus, recentemente tornato in auge con la diffusione del fenomeno “rusty trombone” (quella pratica che vuole anilingus e masturbazione maschile insieme), è uno dei preliminari più diffusi.

Secondo una recente ricerca su 25.000 uomini che avevano appena avuto un incontro occasionale con altri uomini dopo un match su Grindr, il 25% ha dichiarato di aver fatto rimming attivo e il 26% di averlo ricevuto.

Anche nel mondo lesbo non si scherza: il 29% ha rivelato di praticarlo occasionalmente e il 10% con regolarità.

Sugli etero si hanno meno dati, anche se un altro sondaggio della rivista Esquire ha rilevato che il 12% degli uomini intervistati rispondeva “rim job” come preliminare preferito.

Non è un caso che la percentuale sia così alta in situazioni di sesso occasionale post-dating: il rimming è infatti visto erroneamente come un preliminare sicuro, senza grossi coinvolgimenti e ripercussioni.

Eppure il contatto oro-anale è tra i maggiori veicoli di trasmissione di malattie sessuali quali herpes, HPV (papilloma virus), clamidia e gonorrea, non poi così tanto “innocue” nell’uomo, spesso considerato, a torto, portatore sano e quindi incolume dall’insorgenza di manifestazioni fastidiose (verruche, condilomi, ulcere pretumorali).

Quanto all’HIV, il rimming rappresenta un fattore di rischio improbabile seppur presente: finora non sono stati registrati casi di trasmissione del virus dovuti a questa pratica, anche se chi lo fa ha certamente più possibilità di contrarlo di chi lo riceve per via di qualche possibile traccia di sangue nell’ano.

L’igiene anale con le docce o pompe anali è sufficiente a debellare qualsiasi rischio? Purtroppo no. Ecco perché, in caso di sesso occasionale, è sempre meglio ricorrere al dental dam, il lenzuolino dentale per il sesso orale protetto.

Dimenticato a casa? Si può prendere un preservativo, risvoltarlo dalla parte senza lubrificante ed infilarci la lingua dentro. Il lubrificante rimarrà all’esterno, capace quindi di sostituirsi alla saliva per la stimolazione dell’ano del partner passivo, che raramente si accorgerà del cambio. Nessuno dei due, insomma, subirà la desensibilizzazione “da condom”: prostata, ano e punto L saranno piacevolmente stimolati fino all’orgasmo anale, mentre la lingua, di per sé, non costituisce una zona erogena passibile di stimoli. E se manca anche il preservativo, tutto va bene, purché costituisca una barriera. Sì, anche i guanti Vileda.

 

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