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Ritorna a terra la Bandiera Rainbow di Planting Peace

Davvero molto particolare ed interessante l’iniziativa presa da Planting Peace che il 17 agosto scorso ha lasciato partire in aria una bandiera arcobaleno, destinata a salire in cielo il più possibile grazie ad un pallone da alta quota, per dichiarare in maniera incontestabile il cielo LGBT friendly. La bandiera è ritornata a terra proprio ieri, dopo quasi un mese e mezzo: secondo i dati raccolti, è arrivata ad un’altezza di circa 34 km per poi perdere progressivamente quota. Il gesto, anche se può risultare piccolo, in realtà ha un grandissimo significato e riapre, se mai si è chiusa in passato, la questione dei diritti LGBT in un paese come gli Stati Uniti, da sempre profondamente diviso su questi temi.

Uno degli attivisti di Planting Peace, Aaron Jackson, spiega con precisione il gesto attraverso un comunicato dicendo che la bandiera rainbow è stata mandata in cielo, ai limiti dell’atmosfera, perchè i bambini ed i ragazzi che oggi lottano per il loro riconoscimento e per farsi accettare all’interno della società la potessero vedere e capire che non sono soli, che il cielo è di tutti e di nessuno e che per loro un posto ci sarà sempre.

L’associazione non è nuova ad iniziative del genere, piccole nella grandezza ma dal significato intrinseco forte. Basta ricordare l’episodio della chiesa battista di Westboro che affisse un cartello proprio davanti alla sua entrata con la scritta “Dio odia i gay”. Planting Peace, prendendo al balzo l’occasione di una casa in vendita proprio di fianco alla chiesa in questione, la comprò dipingendola dei colori della bandiera arcobaleno e dichiarandola un Equality House: un luogo di incontro per la comunità LGBT del posto, un luogo sicuro dove rifugiarsi, proprio davanti a coloro che li denigravano. Una piccola vendetta pacifica.