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Runny Magma esce con «Mascarado»

Chi è Runny Magma tutte e tutti si chiederanno? Una cosa è certa: Runny si occupa di gay fiction e drag queen, due ambiti poco sviluppato nel nostro Paese. Runny, che e anche blogger, lancia il suo libro: «Mascarado». «Il romanzo – considera Runny – si colloca a metà strada fra la gay fiction mainstream e l’mm romance».

Abbiamo intervistato Runny, sta già lavorando per un secondo romanzo: e possiamo dire che con questo appena uscito si sia riusciti ad «landare contro lo stereotipo della gay fiction melodrammatica e ‘pesante’».

Runny come nasce l’idea di Mascarado?

Dall’articolo di giornale con cui si apre il romanzo. I cantanti mascherati hanno sempre suscitato un certo fascino negli spettatori, dai Kiss a The Bloody Beetroots, così ho provato a crearne uno di sana pianta, e a buttarlo nella provincia italiana. Al tempo stesso ho cercato di portare avanti un discorso metaforico, in riferimento alla storia fra i protagonisti e alla condizione di velata di uno dei due. Usare un particolare folkloristico e irreale per tuffarmi in una situazione verosimile.

Quale genere letterario stai sviluppando attraverso la tua produzione?

L’idea iniziale era quella di andare contro lo stereotipo della gay fiction melodrammatica e ‘pesante.’ Per quello già ci sono i tg. Perché la gay fiction allegra, divertente e a lieto fine è così poca? Parità d’intrattenimento. Ampliarsi degli orizzonti. Ma non mi riconoscevo nemmeno nel trend del male to male romance, che si fonda sull’irrealtà quasi da fiaba d’altri tempi del rosa tradizionale. Volevo che fosse qualcosa di più celeste, e al tempo stesso pure fucsia, perché, no? Il mio correttore di bozze e curatore su Refusi Etc. dice che ne è uscito fuori un chick lit gay, e la definizione mi diverte, visto che pare non esista ancora una realtà di questo genere vera e propria.

Chi è Runny Magma, che mantiene la segretezza sulla propria identità per abbattere ogni forma di pregiudizio?

È un modo per dare risalto allo scritto, mettendomi in secondo piano. Nell’intrattenimento si dà tanta importanza all’immagine, c’è gente che venderebbe la mamma per apparire col proprio nome sulla cover di un libro, ma è inevitabile che il gusto del pubblico si fondi anche su quanto sai di chi ci sta dietro. Se scrivi romance devi essere donna, se scrivi gay fiction devi essere uomo, se sei esordiente non sai scrivere, se sei un professionista sei raccomandato, se sei giovane non sai niente della vita, se sei vecchio sei da rottamare, se sei sconosciuto non hai abbastanza amici, se sei conosciuto hai troppi nemici. Che si pensi quel che si vuole. Se quel che scrivo piace bene, sennò pazienza. Voglio sperimentare questo espediente… come il Mascarado! Poi magari prima o poi mi presento, chissà…

I personaggi: sono tre quelli principali, intricati rapporti in un intreccio attento e complesso. Come hai lavorato su di essi e come hai definito le loro psicologie comportamentali?

Quando comincio a scrivere voglio sapere in partenza dove andrò a finire, quindi scaletto la trama, e caratterizzo i personaggi affinché possano succedere determinate cose o meno. In generale cerco di dare uno spessore tridimensionale: ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. Iacopo non è solo il classico belloccio con una personalità di facciata, è anche un uomo appassionato e fragile che sta cercando di strapparsi di dosso tutto quanto ormai lo sta soffocando. Matteo è frizzante, ironico, simpatico, però si fa anche un casino di paranoie. La spalla brasiliana forse è il personaggio che potrebbe apparire più macchiettistico, ma ho cercato di fornire pure a lui un background e delle sfaccettature per farlo apparire ‘vero.’

A chi è maggiormente rivolto Mascarado?

Nessun paletto di genere, per quanto lgbtq. Spero possa interessare a chiunque voglia leggersi una gay fiction leggera, in cui i problemi si risolvono con ottimismo. Basta con l’‘insegnamento’ che tutto per i gay deve finire sempre in lacrime… i problemi ci sono, e pure nel romanzo, ma penso che a volte siano le strutture stesse della fiction a instillare nel pubblico (etero)geneo cosa sia giusto o ingiusto. Stando alle statistiche, l’unica differenza di genere attestata è che le donne leggono più degli uomini. Ma questo non è un romanzo per signore con i paraocchi, perché potrebbero immedesimarsi solo nel personaggio più negativo dell’intero romanzo. O forse lo è proprio per questo. Meno bugiardi sulle chat, poi.

Esiste un’evoluzione della storia?

No, tranquillo, non è una saga di 45 volumi, è un romanzo autoconclusivo. Però il gruppo di drag queen fra i secondari compare anche nel mio racconto “Porcahontas”, e in un secondo lavoro che ancora non è uscito.

Sei anche blogger: come cambia e come hai potuto cambiare il modello di scrittura da quella concernente la prosa a quella online?

Non uso modelli di stili diversi per prosa e post. Lo stile diverso è quello che sto usando adesso, perché devo spiegarmi. Il romanzo è una narrazione, e anche le drag stories sono una sorta di microracconto: retrospettive attraverso le parole delle drag stesse che chiacchierano come personaggi in discorso diretto. Io mi limito a parlare come mangio, già ci pensano loro a strafare.

Quali prospettive ti attendi, culturalmente e socialmente, in merito all’abbattimento dei pregiudizi?

Come in tutte le cose ogni giorno sembra di fare un passo avanti e poi basta un’uscita qualunque per farne tre indietro. Quindi è negli anni che si possono contare i passi compiuti nel sociale. E, in verità, è sufficiente guardarsi indietro per vedere che ne sono stati fatti. Culturalmente il discorso è ambiguo, perché dalla tv, per esempio, pare che le cose stiano cambiando, ma lì è tutto programmato a fini strumentalizzanti. Già con questo romanzo ho dovuto scontrarmi con situazioni paradossali. La gay fiction mainstream è di nicchia, e per l’mm romance il testo è troppo realistico. Però se continuiamo a pensare che i gay vogliano solo la biografia di Lady Gaga e le donne solo storie artefatte non ne usciamo più…

Attendiamo altri tuoi lavori?

Ho un secondo romanzo nel cassetto, che arriverà fra un po’ di tempo. Tipologia di storia, ambientazione e stile saranno quelli di Mascarado, ma trama e personaggi diversi. Nel frattempo continuo a curare su Refusi Etc. la rubrica sulle drag queen italiche. Se la diva di turno mi manda le risposte in tempo…

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