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Scozia: arbitro sospeso per aver denunciato atto omofobo

arbitro sospeso

Un episodio di omofobia colpisce il football scozzese in un contesto, quale quello britannico, in cui sembrano esserci passi in avanti nella lotta alla discriminazione di persone LGBT, compiuti dalla Football Association, e diversi coming out compiuti da parte di sportivi e giocatori, ancora all’apice della propria carriera: un arbitro scozzese è stato insultato da un giocatore non professionista per la sua omosessualità. L’arbitro, dopo aver denunciato all’associazione arbitri il triste episodio, è stato sospeso dalla medesima in quanto avrebbe dovuto risolvere la questione privatamente.

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In Gran Bretagna sono stati fatti passi importanti e concreti nel mondo del football: Sue Ravenlaw, responsabile politiche per l’uguaglianza della Football Association, ha lanciato un programma per l’inclusione con norme interne antidiscriminatorie. E’, quello della Football Association, «un quadro solido per contribuire a fronteggiare l’omofobia», con una task force funzionale a prevenire e perseguire ogni forma di omofobia.

Nonostante una politica di grande portata e di forte interessamento verso un mondo sportivo, quale quello del football, dove ancora si annidano fenomeni di esclusione e di emarginazione delle persone LGBT, è notizia dell’altro ieri che un arbitro scozzese è stato oggetto di un insulto da parte di un giocatore non professionista.

“Frocio” seguito da “fai l’arbitro solo per guardare i ragazzi in pantaloncini” sono state le frasi pronunciate da Dale Ritchie, punito dall’arbitro, offeso dagli insulti gratuiti del giocatore, a rimanere in panchina, sospendendolo dalla competizione.

Joe Richardson, è il nome dell’arbitro, si è, così, rivolto all’allenatore della squadra del giocatore per riferirgli che era sua intenzione non lasciare cadere il grave episodio e di provvedere a riferire quanto accaduto in campo alle autorità di competenza. Richardson si è rivolto, così, all’associazione arbitri scozzesi, riportando il grave attacco di cui è stato oggetto e vittima: ma qualcosa che sembrerebbe paradossale è accaduto. L’associazione ha deciso di sospendere Richardson dall’associazione perchè avrebbe dovuto non proseguire nella denuncia dell’episodio e risolvere la questione privatamente. La risposta dell’associazione arbitri assume un carattere preoccupante e sconcertante: stesso sconcerto e stessa disillusione provati da Richardson che, sembra, non essersi arreso nel perseguire e denunciare un’offesa omofoba insopportabile fatta sul luogo di lavoro.

L’associazione arbitri scozzese, Angus and Perthshire Referees Association, è stata interpellata dalla stampa, ma non ha rilasciato nessun tipo di dichiarazione e risposta in merito all’accaduto. Si attende di vedere come evolverà la questione, soprattutto alla luce delle nuove disposizioni definite dalla Football Association contro forme discriminatorie omofobe.

Intanto prosegue l’onda lunga di coming out di calciatori in tutto il mondo e nelle diverse squadre, anche di serie A, nei diversi paesi, tranne l’Italia si intende. Qualche giorno fa Liam Davis, che ha aperto un ristorante gestito col proprio compagno, ha dichiarato la sua omosessualità sulle pagine del quotidiano Lincolnshire Echo, facendo seguito al coming out fatto dal collega tedesco di serie A, Thomas Hitzlsperger: tutto questo, però, a differenza del calciatore teutonico, nel pieno della sua carriera e non a fine attività calcistica. L’esempio di Davis, che sembra essere seguito da tanti altri giocatori oltralpe e all’estero, rafforza, oltre la possibilità di vedere un esito positivo della fastidiosa vicenda che ha colpito l’arbitro scozzese, l’idea di un cambiamento nel mondo sportivo del football europeo, vedendo, anche in questo caso, il nostro Paese fortemente arretrato e assente nella classifica delle squadre in cui alcuni componenti hanno deciso di “uscire dall’armadio”.

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