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Tecniche di apprendimento, la gamification è il futuro dello studio?

Gamification

Dagli Stati Uniti parte la proposta per stimolare gli studenti e rendere più gradevole il loro percorso di formazione. Ecco i segreti e i vantaggi della gamification

Riprende la scuola e ricominciano i patemi per gli studenti. Tra chi studia per passione e chi perché proprio non può evitarlo, l’apprendimento presenta sempre una componente di difficoltà. Tanto che in più di un’occasione gli esperti hanno cercato nuove strategie per aiutare gli alunni a memorizzare e imparare più facilmente. Se i vecchi trucchi di memoria visiva come schemi e riassunti sono sempre utili, la nuova frontiera dello studio sembra essere la gamification.

La proposta arriva dagli Stati Uniti, dove è stata applicata a Boston grazie a un progetto partito dalla start up Socrademy. L’idea alla base consiste nell’utilizzo di un metodo innovativo che cerca di stimolare l’attenzione e l’apprendimento dei ragazzi. Così ad esempio gli studenti vengono invogliati a prendere parte a una sorte di quiz-show che ha come argomento una parte del programma, in modo da effettuare un ripasso divertendosi con un’attività alternativa. Per invogliare gli alunni a prendere parte all’iniziativa, alcuni insegnanti hanno accettato di concedere loro la possibilità di ripetere un test per aspirare a una valutazione più alta. Questo sistema permette anche di valutare il miglioramento dello studente con la gamification, che vuole far fissare le nozioni tramite esperienze vissute e non il classico assorbimento da studio, magari mnemonico.

I quiz-show sono generalmente condotti davanti a tutta la classe, così che venga stimolata la competizione e gli alunni possano impegnarsi al massimo per raggiungere l’obiettivo.  È stato accertato tra l’altro che la gamification garantisce ottimi risultati se si procede per piccoli passi, fissando l’asticella a un livello sostenibile da coloro che apprendono. Rischiare voli pindarici, si legge su un reportage pubblicato dal blog Slotsgratisonline, ha il solo risultato di creare confusione nella mente di chi cerca di comprendere e ricordare, evitando la buona riuscita dell’esperimento. I compiti assegnati sono resi più divertenti, inserendo piccole prove di vario livello per testare l’abilità dello studente. Magari facendo lanciare delle freccette su un bersaglio con diversi numeri, per poi chiedergli di calcolare il prodotto dei due fattori ottenuti con i tiri. Idea rudimentale, ma che può funzionare. Così come mostrare luoghi e avvenimenti tramite lavagne multimediali, in modo che eventi storici siano associati alla memoria visiva. Tutti sforzi che Samsung sta compiendo per migliorare il proprio progetto, visto che la gamification sembra essere davvero il futuro dello studio.

Il concetto di “imparare divertendosi”, a lungo inseguito da insegnanti e studiosi di ogni dove, non è mai stato così vicino alla sua concretizzazione. Gli studenti sono stimolati a dare il meglio sentendosi protagonisti del loro processo di apprendimento, non solo recettori contro voglia della mole di studio a loro assegnata. Senza contare che un insegnamento simile aiuterebbe a stimolare la fantasia e la creatività dei ragazzi interessanti, che certo non sarebbe costretti ad abituarsi alle pagine dei libri. Se la tecnologia sta facendo passi da gigante, anche l’apprendimento può usufruirne. Se riuscisse a sganciare il concetto dello studio dall’idea di fatica “inutile” e “noiosa”, la gamification raggiungerebbe ogni suo obiettivo.