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Uniti contro l’Aids: lo spot del Ministero della Salute

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A Dicembre 2012, in occasione della giornata mondiale contro l’Aids, è partita la campagna di comunicazione sociale del Ministero della Salute per prevenire la diffusione del virus. A dire il vero era un bel po’ di anni che non si vedevano campagne di sensibilizzazione sociale su questo tema. La scelta del dicastero di finanziare spot sull’argomento rappresenta certamente un passo avanti, soprattutto in ragione del fatto che il silenzio sull’Hiv – come su tutte le malattie sessualmente trasmissibili – può legittimare comportamenti rischiosi.

Il Ministero, con l’ausilio dell’Università di Bologna, ha individuato una gruppo target di soggetti verso cui indirizzare il messaggio della prevenzione, dal momento che la diffusione del virus è maggiore tra gli adulti, i migranti, i MSM (uomini che fanno sesso con uomini), i giovani, e le donne. La campagna di comunicazione integrata è articolata in:

  • uno spot televisivo di 30 secondi sui maggiori canali pubblici e privati;
  • uno spot radiofonico;
  • una creatività stampa;
  • comunicazione sul web. 1400 i passaggi televisivi, 90 quelli radiofonici, 1600 le proiezioni nelle sale cinematografiche, 14 i quotidiani a tiratura nazionale che ospiteranno la foto anti-Aids e 20 i siti web – compreso il portale del Ministero della Salute – coinvolti nella stessa operazione.

L’annuncio stampa è stato inoltre pubblicato su 11 testate periodiche etniche legate alle comunità maggiormente interessate dalla patologia  (come Africa, Sudamerica, Est Europa) in una versione tradotta nelle diverse lingue, poiché le minoranze straniere sono un target a rischio e la stampa in lingua raggiunge in modo efficace e mirato questa popolazione.

Rispetto al 2000 gli esperti hanno individuato i seguenti cambiamenti nella diffusione dell’Hiv: l’aumento delle infezioni acquisite attraverso contatti sessuali non protetti; la diminuzione delle persone che si sono infettate attraverso il consumo di sostanze per via iniettiva; l’aumento di casi tra gli stranieri; la diminuzione della quota di infezioni tra le donne; l’aumento di casi tra i maschi con oltre 50 anni di età.

Lo spot è giocato su poche parole chiave ma precise: Consapevolezza dell’esistenza e dell’importanza del problema; responsabilità nell’attuazione dei comportamenti a tutela della propria salute; rispetto della salute degli altri; maturità nel decidere di modificare i propri comportamenti. Con un tono e un linguaggio chiaro e diretto questa campagna di sensibilizzazione – diversamente da altre del passato – non ha coloriture drammatiche né colpevolizzanti. Il messaggio risulta positivi, empatici, scevro da stigmatizzazioni e rispettoso dei gusti sessuali di tutti. Anche lo slogan è semplice ma incisivo: “La trasmissione sarà interrotta il più presto possibile. Uniti contro l’Aids”. L’obiettivo di sconfiggere l’Aids riguarda tutti noi e ciascuno ha la responsabilità di assumere comportamenti non rischiosi per il proprio bene e per quello degli altri.

Testimonial e regista della campagna è il bel Raoul Bova. Sospesa durante il cosiddetto periodo di buoi preelettorale, dovrebbe ripartire nel corso del 2013.

 

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