Storia rainbow dei videogame: gaygamer si moltiplicano

Se qualcuno ancora pensasse che gli amatori dei videogiochi sono mediamente etrosessuali, di età molto giovane e di etnia caucasica si sbaglia di grosso o, per lo meno, è rimasto ancora ai primi momenti in cui joystick dalle forme più grossolane imperversavano nelle sale di esposizione mondiali. Secondo ultimi dati di una ricerca sociologica i player più scatenati sarebbero di appartenenze sessuali e di orientamenti differenti, nonché di etnie diverse e di varia estrazione sociale, non più solamente il classico bambino figlio di benestanti della middle class americana.

Lo stesso dato ha anche rivoluzionato progressivamente, essendoci già tutti i preludi per arrivare a questo, i protagonisti delle varie storie presenti nei videogame. Oggi vediamo addirittura ciò che nella realtà rimane, per ipocrisie varie e per stereotipi soffocanti, nascosto: due calciatori gay che si abbracciano e si baciano, tuffandosi nel manto erboso dello stadio, nel momento glorioso del goal. Fifa 12 ha rotto gli indugi e mette nella moviola virtuale quello che tutti attendono da tempo di vedere in quella della domenica sportiva. La fantasia ci dona una realtà come vorremmo fosse, dove la liberazione sessuale possa albergare anche in quei luoghi, inviolabili tempi dell’eterossessismo ossessionante.

Videogames Gay

Il videogioco dal sapore queer è sbarcato anche sull’iPhone con Supergay, un nuovo eroe avvenente, giovane e gay, dotato del suo Gay Power, o Raggio Rainbow, attraverso cui renderà giustizia combattendo i cattivi, all’attacco della sua ex fidanzata, che vuole mettere sotto scacco la città con i suoi piani malvagi. Il significato è metaforico quasi a voler testimoniare l’esigenza di liberare sé stessi da costrizioni sociali prestabilite e binarie. Il protagonista dovrà battersi contro il clone della sua ex fidanzata per 32 livelli in una rassegna intrigante e vorticosa di mini giochi e prove di abilità, accompagnati da una colonna sonora di qualità.

E se la Apple sdogana il carattere rainbow nelle sue piattaforme ludiche, la lunga onda gaia nei videogames ha una storia antica e radicata. L’attenzione per tematiche culturali di stampo lgbt e per una crescita della collettività in termini di promozione dei diritti civili tramite un divertente momento ludico è viva a partire dal 1972, quando nasce Pong, il primo joystick che appassionerà molti maschietti alla preda con le violente e decise manovre di questo oggetto a forma cilindrica dal design sempre più raffinato e sinuoso. Ogni allusione è puramente casuale soprattutto se a iniziare a utilizzarlo sono stati primi player, giovani ragazzi, in compagnia. La sequenza di videogame a sfondo omoerotico prosegue e prolifera nel passare degli anni.

Sodoma“, versione fatta per Commodore 64, aveva nella sua narrazione scene erotiche molto queer, mentre lo svedese “Fuckgame” e “Sex Games” vedevano scene esplicitamente gay con tanto di annuncio del creatore.

Nel 1988 Super Mario 2 affronta il tema del transgenderismo e dell’identità di genere con Birdo, in teoria un ragazzo “che pensa di essere una ragazza” e in realtà, nella videata, appare come una donna, magari a transzione già conclusa oppure normalizzata da una Nintendo poco disponibile ad apparire come sensibile alle questioni di genere. Questo fatto, d’altro canto non tutta la storia dei videogame ha visto accoglimento di istanze lgbt, è accertato dalla volontà della stessa casa di produzione di bandire un gay bar presente nella versione Dragon Warrior III prima della sua uscita commerciale. Atteggiamenti poco inclini a realizzare storie gay friendly si sono dimostrati anche con scelte di fatto volte a rendere il personaggio gay con una caratterizzazione poco apprezzabile per etica o per condotta di vita, come nel recentissimo “Grand Theft Auto: The Ballad of Gay Tony”, dove il protagonista, Gay Tony, nell’ambito di una comunità lgbt approdata nel videogioco, si evidenzia come un criminale dedito all’alcool e all’uso di antidolorifici e di cocaina. Addirittura il programmatore gay di Sim Copter, Jacqques Servin, viene nel 1996 licenziato in quanto aveva previsto personaggi gay in costume da bagno succinto che si baciano. È un puro provvedimento all’insegna del buon costume? Si direbbe di no, visto che le versioni etero di simili situazioni sono molto presenti nelle videate.

In Fallout 2, 1998, il primo matrimonio tra gay vede una reazione non proprio accondiscendente dei genitori dei nubendi. L’atteggiamento della Nintendo cambia e si modifica e perfeziona la programmazione e la grafica dei videogames, sempre più prendenti e dove maggiormente esiste la possibilità del giocatore di interagire con altri suoi simili e indossare “come un guanto” la personalità e il carattere del protagonista del videogioco, rendendolo sempre maggiormente affine alle proprie inclinazioni e sensibilità. Ed è in “Paper Mario” che vede l’attenzione della produzione, forse per ristabilire una propria immagine più gay friendly e appetibile per una clientela sempre più eterogenea di giocatori e consumatori, di proporre nell’avventura del baffuto e tarchiato personaggio, l’intramontabile Mario idraulico, la fantasmina Ombretta, che rivela di “essere stata uomo” e “felice di aver cambiato sesso”, che lo aiuterà a liberare e salvare l’avvenente principessa Peach.

In The Sims, prima versione non è concepibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma solo una convivenza che diventerà, poi, nella seconda versione del 2004, un riconoscimento delle coppie di fatto o una possibilità di sposare comunque da subito il proprio domestico robot. Nella prima versione del 2001 le lesbiche non potevano, per un errore di programmazione, andare ad abitare insieme. La terza versione dei Sims del 2009 ha visto approdare nel videogame la possibilità di contrarre matrimonio per persone dello stesso sesso. The Sims ha visto, poi, la collaborazione di psicologi e di antropologi nel costruire le varie espressività dei personaggi, al fine di renderli più simili al videogamer, che si introietta, così, in un mondo di finzione che appare sempre più reale, rendendo relativa ogni fase della propria esistenza, sia nel gioco, sia nella dinamica dei protagonisti che vivranno il proprio intero arco di vita dalla nascita alla morte.

Interessante risulta, invece, “Sim City 4“, ultima versione ed evoluzione del gioco della Maxis, dove il sindaco della megalopoli è il protagonista ed è il personaggio che impersonifica il giocatore. In questo scenario puoi vedere la città evolversi in nuovi quartieri, molti dei quali gay, lesbici o giocati da altri “gaygamer”. Il perfezionamento della programmazione vede la possibilità di giocare on line e, pertanto interagire con altri utenti in giro per il pianeta, cosi da individuarne i vari comportamenti: si scoprirà, così, che i ragazzi cinesi sono più inclini a trasgredire alle regole, mentre i giapponesi rimangono più “velati” in termini di sesso e gli americani amano imporsi nella loro tipica caratteristica “imperialista”.

Proseguiamo nella storia dei videogiochi e vediamo che se Bully nel 2006 prevede che il personaggio principale, Jimmy, possa baciare sia ragazzi sia ragazze, nonostante una voce fuori campo quasi da moralizzatrice assuma un tono più infastidito difronte alle effusioni con persone dello stesso sesso, nel 2009 “Dragon Age: Origins” permette il sesso gay e quello tra soggetti di diversa specie, per esempio tra umani ed elfi.

Timidamente nella storia dei videogame il tema gay è, così, entrato, sia pure sotto i riflettori sempre conservatori delle case di produzione, diventando negli ultimi dieci anni una costante interessante nelle storie su cui si ambientano i giochi. Ultimamente le scelte sono state sempre più decise e determinate, a partire dalla storica versione di Fifa, un panorama calcistico dal sapore rainbow ed emancipato sessualmente. Possiamo proseguire nella letteratura gaia del videogame citando “Final Fantasy VIII” dove Squall Leonhart, il protagonista, si trucca con ombretto rendendo i propri occhi carichi di mascara, sembrando, così, con il suo carattere timido e chiuso di voler a un certo punto fare coming out alla propria fidanzata putativa, l’affascinante Rinoa. Si assapora in questo scenario tutta la tradizione e l’eredità dei manga e degli Yaoi giapponesi, rendendo felici alcuni gay e lesbiche, spesso attratti allo stesso momento da personaggi efebici o androgini. Il notorio manga Ranma imperversa nella propria portata artistica e narrativa in diversi videogame dove i protagonisti possono cambiare sesso. Divertente è sottolineare come diversi gaygamer abbiano abbandonato diverse chat e community per trasferirsi di colpo sul “Grande Frocello“, un nuovo programma che vede personaggi identificati perfettamente sulle caratteristiche anche fisiche dei player con gli stessi nick da questi utilizzati in altri contesti interattivi. Più audace, infine, è risultato nel 2004 “Singles. Flirt Up Your Life” dove, a differenza dei Sims, accadono scene di sesso esplicito, di petting tra le lenzuola, di rapporti omosessuali molto espliciti e senza filtri. È interessante come l’atteggiamento delle case di produzione ad affrontare e inserire momenti di vita gaia e queer nelle proprie programmazioni ludiche sia talmente cambiato da vedere il produttore Tom Decker asserire, in riferimento alla sua creatura “The Temple of Elemental Evil“, dove il pirata Bertram è accoppiato con un altro maschio della sua ciurma con cui, poi, alla fine delle diverse peripezie affrontate nei mari e negli oceani, convolare a nozze vivendo felici e sereni per tutta la loro vita: “Dal momento che avevamo così tanti matrimoni eterosessuali nel gioco, dovevamo inserire almeno un matrimonio gay”, prescindendo dalle critiche che, a posteriori, si sarebbero potute presentare, e rendendo il personaggio uguale agli altri. C’è spazio anche per le tematiche trans nelle piattaforme ludiche delle grandi major internazionali. Queerpower è il più famoso gioco presente e distribuito in rete, scaricabile da Molleindustria.it, e che vede la centralità del cambiamento di sesso e lo scambio di ruoli sessuali e di generi in un mondo, Queerland, fatto di nubi e alberi a forma fallica e colline a forma di seno. La narrazione prevede una vera e gioiosa Sodoma in cui il personaggio può cambiare il proprio sesso a colpo di click di tastiera e copulare a destra e a manca con persone di vario sesso.

Dal videogame si può giungere a definire un panorama sulle implicazioni che tali piattaforme possono avere sugli studi di genere e sul tema dei diritti delle persone lgbt, partendo da una carrellata culturale su un fenomeno sociale e sociologico sempre in evoluzione e sempre più coinvolgente.

 

 

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