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Zagreb Pride: “Croazia, un Paese per tutti”

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“Questo Paese appartiene a tutti noi” è il motto del 12° Gay Pride di Zagabria (Zagreb Pride), che ha sfilato ieri per le vie della capitale croata, mentre la mobilitazione contro l’idea di un “matrimonio per tutti” si è intensificata nel Paese, che il 1 luglio entrerà a far parte dell’Unione Europea. Intanto, dall’altra parte dell’Adriatico, si svolgeva il Roma Pride 2013.
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“Questo Paese è per tutti noi: lo Zagreb Pride non è contro la persona, contro il cittadino, contro l’essere umano, non è nemmeno contro coloro che ci disprezzano e ci odiano e vogliono che noi ci riduciamo cittadini di seconda classe”, hanno affermato gli organizzatori della manifestazione.
La comunità lgbt della capitale ha invitato tutti i cittadini a “partecipare alla lotta politica e sociale, per mostrare chi siamo, e lottare con orgoglio contro i pregiudizi”.  Vari eventi si sono svolti durante tutta la settimana per sensibilizzare l’opinione pubblica: proiezioni di film, presentazioni di libri, tavole rotonde, workshop per rendere questo Zagreb Pride “il migliore, il più grande e più colorato”.
Dall’inizio del mese di giugno, la mobilitazione delle associazioni lgbt si è intensificata per chiedere un referendum sul progetto di inserire nella Costituzione croata una definizione di matrimonio, sostenuta dalla Chiesa, che considera il matrimonio l’“unione tra un uomo e una donna”. Inoltre, il mese scorso, è apparso un disegno di legge sull’“unione civile”, che sarà portato al dibattito pubblico in autunno, ma che è vissuto dalla comunità LGBT come una disparità nel matrimonio.
La settimana scorsa, il terzo Gay Pride di Spalato, sotto lo slogan “uguaglianza totale”, si è svolto senza incidenti, a differenza delle due precedenti edizioni. Gli avversari avevano precedentemente annunciato che avrebbero lasciato la città pur di non assistere all’evento. Per la prima volta, il nuovo sindaco di Spalato, il neoeletto Ivo Baldazar, ha preso parte alla marcia, insieme con il Ministro degli Affari Esteri Vesna Pusic e il Ministro della Pubblica amministrazione, Arsen Bauk e il tutto si è svolto in clima di distensione.

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